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Rifugio Ciro Manzini | Fara San Martino | informazioni e storia

4 min
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Il Circo Manzini è un luogo iconico per gli amanti dell’escursionismo e della natura, situato sulle pendici settentrionali del Monte Amaro, nel cuore del Parco Nazionale della Maiella. Rifugio Ciro Manzini, spesso chiamato semplicemente “Manzini”, rappresenta la porta d’accesso ideale per raggiungere la vetta più alta della Maiella (2.793 m), offrendo un riparo prezioso in condizioni meteorologiche avverse o visibilità ridotta. 

Il Rifugio si trova nel Parco nazionale della Maiella, a quota 2.523 m, nel territorio di Fara San Martino (CH). È collocato in un anfiteatro naturale che dialoga strettamente con la vetta del Monte Amaro e i caratteristici Tre Portoni

Punto strategico per salite al Monte Amaro.

Rifugio non custodito, sempre aperto, punto di riparo in caso di maltempo o oscurità (verificare in base alle date negli uffici del Comune di Fara San Martino)


Storia del Rifugio Ciro Manzini


Origini – anni ’60

Promozione ad inizio anni Sessanta dal Comune di Fara San Martino, con fondi del Ministero dei LL.PP., e grande supporto del CAI di Chieti e Fara San Martino.

Inaugurazione nel 1964, intitolato a Ciro Manzini di Chieti, primo salitore della Cima delle Murelle nel 1937

Già nel 1960 il progetto suscitò critiche, poiché fu localizzato non in vetta ma a valle per protezione dagli elementi

Decenni successivi e stato di degrado

Nel 1973 fu rilevato un degrado consistente: danni al tetto, rete idrica, scarichi. Previsto un intervento per 3,3 milioni di lire

Tra il 1985 e il 1990, l’Azienda per le Foreste Demaniali di Castel di Sangro, grazie al contributo dei pastori, restaurò il tetto, l’impianto idrico e gli arredi interni

Ristrutturazioni recenti

2004: sollecitazione al rifacimento urgente da parte del Corpo Forestale .

2008: restauro radicale (impianto idrico dotato di serbatoio da 500 litri, posti letto, tavoli, cucina), grazie al Comune, Speleo Club Chieti, Corpo Forestale e Parco

2014–2016: nuova copertura e sistemazione interna per 60.000 €, gestita dal Parco e Comune, con elicotteri utilizzati per il trasporto dei materiali

Questi interventi hanno ridato vitalità al rifugio, rendendolo più sicuro e accessibile per escursionisti in transito o in difficoltà.

 


Il Rifugio oggi – caratteristiche strutturali


Quota: 2.523 m s.l.m.

Proprietà: Comune di Fara San Martino; in convenzione con Parco e CAI

Accessibile: sempre aperto, non custodito

Struttura: due piani più sottotetto; accessibilità del piano terra con circa 18 posti letto.

Impianto idrico: serbatoio da 500 l e pompa alimentata da sorgente carsica, se operativo; spesso, nei periodi asciutti, l’acqua è scarsa

Arredi: tavoli, panche, strutture in ferro, materassi


Ambiente naturale e circo montano


Il Circo Manzini è una conca carsica spettacolare, inserita nel massiccio calcareo della Maiella
Intorno si trovano vette come il Monte Amaro (2.793 m), il Monte Focalone e la cresta delle Tre Portoni.

Verde flora alpina, geomorfologia carsica, fauna selvatica – tra cui orso marsicano e camoscio dell’Appennino – fanno da cornice a questo scenario di alta montagna.


Sentieri e accesso escursionistico


Principali itinerari

Da Fara San Martino – Valle Cannella (sentiero H1 → H9)

Partenza da Fara (450 m), percorre Valle Cannella fino al Rifugio Pomilio (1.892 m), poi sentiero H1 ⇒ Tre Portoni, devia H9 (800 m, +100 m, ~20′) fino al rifugio

Accesso da valle: lungo e impegnativo, consigliato solo ai più esperti.

Da Maielletta o Blockhaus

Itinerario classico per Monte Amaro. Dal sentiero principale (P) si devia su H9 dai Tre Portoni per arrivare al Manzini in breve

Traversata del massiccio

Combinazione H1 ‑ H9 ‑ P permette un percorso circolare che attraversa più ambienti e raggiunge la vetta .

Dati tecnici

Sentiero H9: 0,8 km, +100 m, 20 min, difficoltà EE 

Intera salita: circa 5 h, dislivello 850 m (Rifugio Pomilio – Manzini)

Da Fara San Martino: itinerario unico Valle di Santo Spirito – Monte Amaro (~23 km, +2.346 m), passando per il rifugio


Consigli pratici


Cosa portare:

Sacco a pelo e materassino: necessari in quanto il rifugio è privo di gestione e lenzuola

Scorta d’acqua: l’impianto idrico non sempre funziona. Meglio partire con almeno 2 l a testa

Equipaggiamento da escursionismo: abbigliamento tecnico, GPS/schede dei sentieri (tracce KML disponibili sul sito parco), kit da primo soccorso, saremo in alta quota.

Periodo migliore:

Da fine primavera a inizio autunno (giugno–settembre), condizioni meteo favorevoli; in estate giornata più lunga, neve residuale.

Attenzione al cambiamento rapido del tempo: foschia, neve, forti raffiche.

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Samuele S. 07/07/2025

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