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Valle di Fara San Martino "La porta della Majella"

9 min
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“Tra le più lunghe d’Abruzzo”


Cos’è

La Valle di Fara San Martino, spesso identificata con le Gole di Fara San Martino o il Vallone di Santo Spirito, è una delle aree più affascinanti dell’Abruzzo montano. Incorniciata nello spettacolare versante orientale della Majella, questa valle è compresa nella Riserva Naturale Statale Fara San Martino‑Palombaro, istituita nel 1983 e parte del Parco Nazionale della Majella. La valle distingue per la sua straordinaria geologia, biodiversità e per il valore storico‑culturale.


Origine geologica: un panorama scolpito dal tempo


Le profondità e la forma spettacolare delle gole sono il risultato dell’erosione operata dal torrente Verde su calcari del Cretacico (circa 100 M anni fa), in un processo carsico e fluviale protrattosi fino ai fenomeni glaciali delle ere successive.

Calcari del Cretaceo Inferiore: emergono pareti scoscese, cavernose e ricche di fossili marini, testimonianza dell’antichissimo mare che copriva la zona

Erosione multipla: fluviale (il torrente Verde), carsica (formazione di grotte e inghiottitoi) e glaciale (in alta quota con altopiani e circhi)

Caratteristiche topografiche: la valle raggiunge i 14 km con dislivelli da 450 m fino agli oltre 2700 m del Monte Amaro, suddivisa in tre sezioni geografiche – Gole, Vallone di Santo Spirito, Valle di Macchia Lunga e Valle Cannella


Gole di Fara San Martino

Entrando dalle gole, il visitatore attraversa una “fenditura rocciosa”, profonda parete calcaree fino a 300 m, che creano un ambiente intimo e suggestivo

Vallone di Santo Spirito & Valle di Macchia Lunga

Successivamente la valle si spalanca nel Vallone di Santo Spirito, dove si trovano i resti del Monastero di San Martino in Valle. Proseguendo, si entra nella Valle di Macchia Lunga, caratterizzata da faggete e pascoli.

Valle Cannella e altopiani glaciali

Il tratto superiore culmina nella valle glaciale Cannella, con doline, inghiottitoi e altopiani a oltre 2.400 m, lascito delle glaciazioni.


Flora: la biodiversità vegetale in fasce altitudinali


La Riserva ospita un mosaico di quattro fasce vegetazionali legate a estensione altimetrica e clima

Bosco misto termoxerofilo (450–1.200 m)

Quercus pubescens (roverella), Ostrya carpinifolia (carpino nero), Fraxinus ornus (orniello), Acer obtusatum e Carpinus orientalis

Sottofusto con Hepatica nobilis, Mycelis muralis, Daphne laureola, Digitalis micrantha.

Faggete (1.000–1.800 m)

Fagus sylvatica in forme termofile e microterme.

Specie quali Taxus baccata (tasso), Ilex aquifolium, Luzula sylvatica, Sambucus nigra, Adenostyles alliariae, Actaea spicata rgpbio.it.

Praterie mesofile e xerofitiche (1.800–2.400 m)

Festuca robustifolia, Sesleria tenuifolia, Festuca macrathera.

Piante rare: Oxytropis pyrenaica, Vitaliana primuliflora ssp. praetutiana, Aubrieta columnae, Dryas octopetala rgpbio.it.

Tundra alpina (oltre 2.400 m)

Kobresia myosuroides, Silene acaulis, Saxifraga speciosa.

Rare: Leontopodium nivale, Artemisia petrosa ssp. eriantha, Papaver julicum, Valeriana saliunca

Specie rupicole

Campanula fragilis subsp. cavolinii, Saxifraga lingulata, Potentilla caulescens, Minuartia graminifolia, Primula auricula.

Endemismi rari: Campanula tanfanii, Ptilotrichum cyclocarpum

Specie di interesse comunitario e habitat protetti

Molti habitat tutelati secondo Direttiva Habitat UE: lande alpine (4060), formazioni erose rupicole (8210), faggeti con Taxus/Ilex (9210), ghiaioni (8120, 8130), praterie calcaree (6170).

Flora segnalata (ulteriori specie)

Quercus ilex, Arbutus unedo, Pinus laricio/Pinus nigra, Caprifoglio peloso Lonicera xylosteum var. nigra, Cypripedium calceolus (Scarpetta di Venere), Aquilegia magellensis, Primula auricula, Genziana verna, Androsace mathildae, Soldanella minima ssp. samnitica, gentianelle, ginepro nano/sabino, ulivo selvatico, violette alpine.


Fauna: una ricchezza biologica straordinaria


La Riserva ospita oltre 120 specie di uccelli, numerosi mammiferi grandi e piccoli, anfibi, rettili e invertebrati

Mammiferi

Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), presente sporadicamente; lupo appenninico (Canis lupus) più frequente.

Rettili reintrodotti: capriolo (Capreolus capreolus), camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata)

Altri carnivori: gatto selvatico (Felis silvestris), martora (Martes martes).

Roditori: arvicola delle nevi (Chionomys nivalis).

Avifauna

Rapaci: aquila reale (Aquila chrysaetos), falco pellegrino (Falco peregrinus), lanario (Falco biarmicus), astore (Accipiter gentilis).

Uccelli alpini e rupicoli: coturnice (Alectoris graeca, simbolo della riserva), picchio muraiolo, crociere (Loxia curvirostra), passera scopaiola, merlo dal collare, fringuello alpino, gracchio alpino e corallino, sordone, piviere tortolino (Eudromias morinellus)

 Rettile e anfibi

Vipera dell’Orsini (Vipera ursinii) in anfratti rocciosi.

Anfibi: salamandra pezzata (Salamandra salamandra), ululone dal ventre giallo (Bombina pachypus) in ambienti umidi

Invertebrati e endemismi

Insetti d’alta quota: coleotteri Trechus montis‑majellettae, ortotteri Podismini.

Scoperte recenti: farfalla Perizoma barrassoi nella Valle Cannella (>2.500 m)


Storia e cultura: tra eremi, grotte e l’abbazia


Monastero di San Martino in Valle

Edificio benedettino tra IX–XV secolo, in rovina, riportato alla luce tra 2005 e 2009

Ben visibili i resti del campanile e della navata, oltre alle strutture annesse verso il vallone

Accesso attraverso le Gole, con l’antico cancello di difesa monastica

Grotte e luoghi sacri

Numerose grotte usate da pastori e briganti, alcune divenute luoghi di culto, lungo Vallone di Santo Spirito e Macchia Lunga

Insediamenti antichi

Presenza umana sin dall’Età del Bronzo, con tracce di frequentazione pastorale e religiosa

Comunità di Fara San Martino

Il borgo, inserito in questa cornice naturale, è noto come la “capitale mondiale della pasta” grazie ai pastifici De Cecco, Delverde, Cocco

Cuore di tradizioni storiche, ben rappresentate anche dal vicino Museo Naturalistico‑Archeologico e dal Macaronium, museo delle arti e tradizioni locali


Itinerari escursionistici e attività


Passeggiata alle Gole e al Monastero

Un percorso di circa 3 km (andata e ritorno), facile, con partenza dal parcheggio presso le sorgenti del Verde e arrivo ai resti dell’abbazia

Escursione al Monte Amaro via Vallone di Fara

Escursione lunga, impegnativa, per appassionati di alta montagna: si sale nel vallone e si punta al Monte Amaro (2.793 m), passando per altopiani e cascate .

Arrampicata nelle pareti delle Gole

Le gole offrono pareti calcaree (fino a 300 m) perfette per arrampicata sportiva ed esplorazione di grotte

Osservazione della fauna selvatica

Ad alta quota è possibile avvistare specie come la coturnice, il camoscio, il lupo e – con molta fortuna – l’orso marsicano. Per i birdwatcher, l’aquila reale e altri rapaci.

 


Conservazione e tutela ambientale


Riserva naturale orientata e Sito di Importanza Comunitaria (Direttiva Habitat 92/43/CEE), Zona Speciale di Protezione (Direttiva 79/409/CEE)

Superficie circa 4.202 ha (42 km²) tra 450 e 2.795 m s.l.m.

La gestione vuole preservare habitat naturali per specie protette e rare.

Studi come quelli condotti da Università di Firenze hanno caratterizzato cespugli relitti di Pinus nigra


Suggerimenti utili per il visitatore


Periodo migliore: da primavera per fioriture alpine fino all’inizio dell’autunno.

Sentieri: da semplici passeggiate (Gole) a escursioni impegnative (Monte Amaro).

Abbigliamento: stratificato e adeguato all’escursione; scarpe da trekking, giacca vento, acqua.

Accessibilità: in auto (A14 + SS81 o 154 o SS17) o in bus/treni fino a Lanciano, poi tragitti locali

Accessi naturali: parcheggio al sorgente Verde, ingresso Gole, abbazia fino ad altopiani.

Regole del parco: rispetto habitat, divieto di raccolta, attenzione ad animali selvatici e stagioni di nidificazione.


Conclusione


La Valle di Fara San Martino rappresenta un microcosmo straordinario: un’occasione unica per immergersi in una geologia spettacolare, una flora diversificata in fasce altitudinali, una fauna protetta e una storia culturale che spazia dal Neolitico ai monaci medievali, fino alla cultura contadina. Che tu sia appassionato di geologia, fotografia naturalistica, trekking, botanica o semplicemente desideri una vacanza fuori dal comune, questa valle offre un’esperienza autentica al cuore dell’Abruzzo.

Scopri le escursioni guidate a Fara San Martino

 


🥾 1. Sentiero H5 – Fara San Martino → Grotta Canosa


Codice: H5

Tipo: Escursionisti esperti (EE)

Arrivo: Grotta Canosa

Lunghezza: ~14 km

Dislivello: +2 100 m | –100 m

Durata: ~6 h

Traccia: si risale il costone del vallone, si raggiunge Monte Tarì (1 467 m), Colle Incotto (~2 000 m), Cima dell’Altare e infine Sella di Grotta Canosa, dove si incontra H7


2. Anello G6‑H1‑G3 – Capo le Macchie → Monastero → Gole


  • Codice: G6 → H1 → G3

Tipo: EE

Partenza/Arrivo: Contrada Capo le Macchie (≈650 m)

Dislivello: ca. +1 030 m | –1 030 m

Durata: 6–7 h

Descrizione:

G6: boschi e pietraie fino a Colle Bandiera e Grotta Callarelli (~1 553 m), con viste sulla Val Serviera e la costa adriatica.

H1: scende lungo il Vallone di Santo Spirito fino al Monastero di San Martino e alle Gole.

G3: ritorna a Capo le Macchie attraverso le sorgenti del torrente Verde


Sentiero H1‑P – Gole di Fara → Monte Amaro


Codice: H1 + P

Tipo: EE (Escursionisti Esperti)

Partenza: Parcheggio Gole (≈458 m)

Arrivo: Monte Amaro (2 793 m)

Dislivello: +2 300 m

Durata (solo salita): 8–10 h

Descrizione:

H1 attraversa il Vallone di Santo Spirito, Bocca dei Valloni, poi Valle di Macchia Lunga.Si incontra H2 verso Grotta dei Porci, poi faggete, Val Cannella, Rifugio Manzini (2 520 m), e infine il tratto roccioso verso il sentiero P che porta alla vetta

Variante con bivacchi: percorso consigliato su due tappe: Gole → Rifugio Manzini (6–7 h), rifugio → vetta + ritorno (7–8 h) .


4. “Valle di Santo Spirito – Monte Amaro” 

Lunghezza: ~23 km andata/ritorno

Dislivello: +2 350 m

Durata: ~23 km, per escursionisti esperti



⏱ Riepilogo tabellare

{% table %}

  • Sentiero
  • Codice
  • Km
  • Dislivello +
  • Tempo
  • Difficoltà
  • Percorso

  • Grotta Canosa
  • H5
  • 14
  • +2 100 m
  • 6 h
  • EE
  • Piano Lago → Grotta Canosa

  • Anello G6‑H1‑G3
  • G6-H1-G3
  • +1 030 m
  • 6–7 h
  • EE
  • Capo Macchie → Gole → ritorno

  • Fara → Monte Amaro
  • H1 + P
  • +2 300 m
  • 8–10 h
  • EE
  • Gole → Rifugio Manzini → vetta

  • Valle Santo Spirito
  • 23
  • +2 350 m
  • EE
  • Andata/ritorno verso vetta

  • Anello completo
  • H1-H5-H7-P
  • 34
  • +2 359 m
  • 13½ h
  • EE
  • Giro completo valloni+vetta {% /table %}

📝 Note importanti

Tutti i sentieri elencati sono EE – Escursionisti Esperti: richiedono buona preparazione fisica, ottimo orientamento e attrezzatura idonea (scarponi, acqua 3–4 L, bastoncini, abbigliamento tecnico a strati).

Spesso assente acqua a medio-alta quota, fatene razione.

Bivacchi disponibili: Grotta dei Callarelli (anello), Rifugio Manzini, Bivacco Pelino, Rifugio Pelino (H5, Amaro).

Le durate sono indicative e variano in base a condizioni meteo, passo, durata delle pause.


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Beatrice Gizzo 01/07/2025