De Cecco Fara San Martino: storia del pastificio, origini, innovazione e legame con la Maiella
Quando si pronuncia il nome De Cecco, il pensiero corre immediatamente alla pasta italiana.
Ma per comprendere davvero la storia di uno dei marchi pasta più conosciuti al mondo bisogna arrivare in Abruzzo, ai piedi della Maiella, e precisamente a Fara San Martino, piccolo centro della provincia di Chieti che nel corso di quasi due secoli ha costruito una straordinaria identità legata alla molitura e alla produzione della pasta.
È qui che affonda le proprie radici la storia di De Cecco Fara San Martino.
La vicenda è particolarmente interessante perché non nasce direttamente da un moderno stabilimento industriale. All’origine troviamo invece un’attività molitoria, l’acqua della montagna, la trasformazione dei cereali e una famiglia che nel corso delle generazioni seppe trasformare una tradizione locale in un’impresa di dimensione internazionale.
La storia di De Cecco è quindi anche la storia di Fara San Martino.
È la storia di un territorio nel quale Maiella, acqua, mulini, agricoltura, innovazione e industria alimentare si sono incontrati dando vita a una delle più importanti realtà della pasta italiana.
De Cecco Fara San Martino: perché questo paese è così importante
Fara San Martino si trova sul versante orientale della Maiella, in una posizione particolarmente suggestiva.
Alle spalle del paese si sviluppano le celebri Gole di San Martino, mentre il territorio è caratterizzato dalla presenza delle sorgenti e del corso del Fiume Verde.
Questa componente geografica è fondamentale per capire la storia economica locale.
Prima dell’avvento dell’elettricità e dell’industria moderna, l’acqua costituiva infatti una delle principali fonti di energia utilizzabili dall’uomo.
A Fara San Martino il rapporto tra acqua e attività produttive è antico.
Mulini e altre strutture sfruttavano la forza idraulica e contribuirono alla formazione di un ambiente favorevole alla lavorazione dei cereali.
È all’interno di questo contesto che bisogna collocare la famiglia De Cecco.
Quando nasce De Cecco?
Una delle domande più frequenti è:
“Quando è nata la De Cecco?”
La risposta richiede una precisazione storica.
Per molto tempo la comunicazione del marchio ha indicato il 1886 come anno di nascita della De Cecco, cioè l’anno nel quale Filippo Giovanni De Cecco fondò il pastificio.
Oggi l’azienda riconosce però una continuità familiare precedente.
Le ricerche storiche svolte dalla stessa azienda hanno documentato l’attività di Nicola Antonio De Cecco come mugnaio a Fara San Martino a partire dal 1831.
Il quadro storico può quindi essere riassunto così:
- 1831: Nicola Antonio De Cecco avvia l’attività molitoria;
- 1886: Filippo Giovanni De Cecco fonda il pastificio;
- 1889: viene introdotto il sistema di essiccazione artificiale ad aria calda.
Questa distinzione è importante perché permette di comprendere l’evoluzione dell’impresa senza confondere la nascita dell’attività familiare con la fondazione del pastificio.
Nicola Antonio De Cecco e il mulino di Fara San Martino
La storia documentata della famiglia inizia dunque con Nicola Antonio De Cecco.
Nel 1831 avvia l’attività molitoria a Fara San Martino.
Il mestiere del mugnaio aveva un’importanza fondamentale nella società dell’epoca.
Il grano rappresentava una delle principali risorse alimentari e la possibilità di trasformarlo in farina significava occupare un punto strategico della filiera alimentare.
Il mulino non era semplicemente un edificio produttivo.
Era un luogo nel quale agricoltura, acqua, tecnologia e commercio si incontravano.
La famiglia De Cecco sviluppò così competenze legate alla lavorazione dei cereali che sarebbero diventate fondamentali per la successiva produzione di pasta.
Secondo la documentazione storica dell’azienda, nel corso dell’Ottocento i De Cecco passarono progressivamente attraverso attività diverse ma complementari, tra cui panificazione, molitura e produzione di pasta.
Dal mulino al pastificio De Cecco
Il passaggio decisivo avviene con Filippo Giovanni De Cecco.
Nel 1886 Filippo amplia l’attività familiare introducendo la produzione della pasta.
Nasce così il Pastificio De Cecco.
È una trasformazione significativa.
La famiglia non si limita più a lavorare il cereale per ottenere farina, ma entra direttamente nella fase successiva della filiera.
Grano.
Molitura.
Semola.
Impasto.
Pasta.
Questo controllo della materia prima rappresenterà uno degli elementi caratterizzanti della storia dell’azienda.
La produzione della pasta, però, nell’Ottocento presenta ancora numerosi problemi tecnici.
Uno dei più importanti riguarda l’essiccazione.
Il grande problema della pasta nell’Ottocento: l’essiccazione
Per comprendere l’importanza dell’innovazione De Cecco bisogna immaginare come veniva prodotta la pasta secca nell’Ottocento.
Dopo essere stata impastata e formata, la pasta doveva essere essiccata.
L’essiccazione naturale dipendeva fortemente dalle condizioni atmosferiche.
Umidità, temperatura, ventilazione e stagionalità potevano influire sui tempi necessari.
Questo rendeva difficile organizzare una produzione realmente continua e standardizzata.
In una località montana come Fara San Martino il problema poteva essere ancora più significativo.
La produzione industriale richiedeva invece maggiore controllo.
Ed è proprio qui che Filippo Giovanni De Cecco introdusse una delle innovazioni più importanti della storia della pasta italiana.
Il 1889 e l’essiccazione artificiale ad aria calda
Nel 1889, Filippo Giovanni De Cecco mise a punto un sistema di essiccazione artificiale ad aria calda.
La fonte ufficiale De Cecco attribuisce a questa innovazione un ruolo fondamentale nella trasformazione della produzione.
Anche Treccani ricorda l’impianto realizzato da Filippo De Cecco nel 1889 presso il pastificio di Fara San Martino.
Il significato dell’invenzione va oltre il semplice miglioramento tecnico.
Controllare artificialmente l’essiccazione significava ridurre la dipendenza dalle condizioni atmosferiche.
La produzione poteva diventare più regolare.
La pasta poteva essere conservata e trasportata più facilmente.
E soprattutto diventava possibile pensare alla pasta non più soltanto come alimento destinato al consumo locale, ma come prodotto commerciabile su distanze sempre maggiori.
Questa innovazione contribuì quindi a trasformare una produzione locale in un’attività industriale.
L’essiccazione De Cecco e la diffusione della pasta
L’innovazione arrivò in un momento storico particolarmente favorevole.
L’Italia stava completando la propria trasformazione industriale.
Le ferrovie stavano ampliando le possibilità di trasporto.
Le città crescevano.
L’emigrazione italiana portava con sé abitudini alimentari e cultura gastronomica in Europa e nelle Americhe.
Una pasta secca capace di conservarsi e viaggiare rappresentava quindi un prodotto particolarmente adatto a questo nuovo scenario.
La storia De Cecco mostra bene come un’innovazione tecnologica possa diventare un elemento decisivo per la crescita commerciale di un prodotto.
De Cecco alla fine dell’Ottocento: dalle esposizioni al mondo
La crescita dell’impresa fu relativamente rapida.
Filippo Giovanni De Cecco iniziò a partecipare a importanti esposizioni nazionali e internazionali.
Nel 1893, alla World’s Columbian Exposition di Chicago, la pasta De Cecco ricevette una medaglia d’oro.
Il riconoscimento è particolarmente significativo perché dimostra quanto presto l’azienda avesse iniziato a guardare oltre i confini italiani.
Negli anni successivi arrivarono altri riconoscimenti in diverse esposizioni europee e americane.
La pasta di Fara San Martino cominciava quindi a diventare un prodotto internazionale.
De Cecco e gli Stati Uniti
Il rapporto con gli Stati Uniti è particolarmente interessante.
Già alla fine dell’Ottocento la pasta De Cecco era presente nelle esposizioni americane.
Nel 1914 viene documentata la prima spedizione di pasta De Cecco in Argentina, mentre la presenza internazionale dell’azienda si consolidava progressivamente.
L’espansione internazionale fu favorita anche dalla presenza di comunità italiane all’estero.
Per gli emigrati, la pasta rappresentava uno dei prodotti capaci di mantenere un collegamento concreto con la cucina d’origine.
In questo modo un alimento prodotto in un piccolo paese ai piedi della Maiella poteva arrivare sulle tavole di persone che vivevano a migliaia di chilometri di distanza.
La pasta De Cecco e Fara San Martino
Il rapporto con Fara San Martino non è un semplice riferimento storico.
È parte integrante dell’identità dell’azienda.
La stessa De Cecco descrive lo stabilimento produttivo di Fara San Martino come una presenza storica ancora oggi centrale nella propria attività.
Questo legame è importante anche dal punto di vista territoriale.
Fara San Martino è diventata conosciuta in Italia e nel mondo proprio anche grazie alla produzione pastaia.
Il nome del paese e quello dell’azienda si sono quindi rafforzati reciprocamente.
Il Fiume Verde e la storia della De Cecco
Tra gli elementi più affascinanti della storia di De Cecco a Fara San Martino c’è il rapporto con il Fiume Verde.
L’acqua ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’attività molitoria.
Il sistema idrico locale forniva infatti una risorsa preziosa per le attività produttive.
La storia della famiglia De Cecco deve quindi essere letta all’interno di un territorio nel quale l’acqua ha contribuito allo sviluppo economico.
La stessa documentazione aziendale collega le origini del pastificio all’acqua di sorgente del Fiume Verde e alla disponibilità della semola prodotta dalla famiglia.
È importante però non trasformare questo dato storico in una semplificazione commerciale.
La qualità della pasta non dipende da un solo ingrediente.
Il prodotto nasce dalla combinazione di materia prima, tecnologia, lavorazione e controllo del processo.
Il rapporto tra Maiella e De Cecco
La Maiella è un altro elemento fondamentale per comprendere la geografia di De Cecco.
Fara San Martino si trova ai suoi piedi.
La montagna influenza il paesaggio, il clima, l’idrologia e la storia del territorio.
Il massiccio della Maiella è caratterizzato da una forte presenza di rocce calcaree e da importanti fenomeni carsici.
Le acque meteoriche possono infiltrarsi nel sottosuolo e alimentare sistemi idrici che riaffiorano attraverso le sorgenti.
Per questo il rapporto tra montagna e acqua è essenziale per comprendere anche la storia produttiva della zona.
De Cecco, il mulino e la semola
Una caratteristica importante della storia De Cecco è il rapporto tra molitura e produzione della pasta.
La tradizione familiare nasce infatti con il mulino.
Questo elemento è rimasto importante anche nella filosofia produttiva contemporanea.
L’azienda dichiara di macinare il grano nel proprio molino di Fara San Martino, situato accanto al pastificio, per ottenere semola fresca.
Il controllo della molitura rappresenta quindi una continuità ideale tra la storia ottocentesca e la produzione contemporanea.
Non significa che il processo odierno sia identico a quello di quasi due secoli fa.
Al contrario.
Le tecnologie sono radicalmente cambiate.
La continuità riguarda soprattutto la competenza nella lavorazione del grano e il ruolo centrale attribuito alla molitura.
Quale grano utilizza De Cecco?
Anche su questo tema è importante essere precisi.
Non esiste un’unica varietà di grano capace da sola di spiegare le caratteristiche della pasta De Cecco.
L’azienda dichiara di selezionare grani duri italiani e provenienti da altre aree del mondo, valutandone le caratteristiche fisiche e chimiche.
Secondo il metodo descritto dall’azienda, le diverse varietà vengono poi combinate per ottenere determinate caratteristiche del prodotto finale.
Questo significa che la materia prima viene gestita attraverso un processo di selezione e composizione.
La provenienza del grano può quindi variare in funzione delle esigenze produttive e delle specifiche del prodotto.
Il “Metodo De Cecco”
Nel corso del tempo l’azienda ha sviluppato una propria identità produttiva conosciuta come Metodo De Cecco.
Il metodo descritto dall’azienda comprende diverse fasi.
Tra queste:
- selezione del grano;
- controllo delle materie prime;
- molitura;
- impasto;
- trafilatura;
- essiccazione;
- controlli finali.
L’azienda attribuisce particolare importanza alla combinazione tra esperienza tradizionale e controllo industriale del processo.
È una filosofia produttiva che cerca di mantenere alcune caratteristiche della tradizione all’interno di una produzione moderna.
La trafilatura della pasta De Cecco
Uno degli aspetti tecnici più conosciuti della produzione De Cecco è la trafilatura al bronzo.
La trafila determina la forma della pasta e contribuisce alla sua superficie.
Il bronzo tende a produrre una superficie più ruvida rispetto a sistemi di formatura caratterizzati da superfici più lisce.
Questa rugosità può essere particolarmente adatta a trattenere il condimento.
È uno dei motivi per cui la consistenza e la capacità di legare con il sugo vengono considerate caratteristiche importanti nella valutazione della pasta.
L’essiccazione lenta a bassa temperatura
L’essiccazione rappresenta ancora oggi uno degli elementi distintivi della comunicazione produttiva De Cecco.
La tecnologia contemporanea è naturalmente molto diversa dall’impianto sperimentato alla fine dell’Ottocento.
Il principio storico, tuttavia, è particolarmente interessante.
Filippo De Cecco cercò di rendere l’essiccazione più controllabile.
La moderna produzione industriale ha sviluppato enormemente questa capacità.
De Cecco descrive il proprio processo come basato su una lenta essiccazione a bassa temperatura, inserita all’interno del proprio metodo produttivo.
Il concetto è importante perché l’essiccazione non rappresenta semplicemente una fase destinata a eliminare l’acqua.
Influenza infatti le caratteristiche finali della pasta.
La crescita del Novecento
Nel corso del Novecento De Cecco passò attraverso una progressiva espansione.
Nel 1920 venne fondato il Molino e Pastificio De Cecco a Pescara.
Nel 1924 avvenne il passaggio generazionale ufficiale ai figli di Filippo Giovanni.
Nel 1927 nacque la Società Anonima Molino De Cecco.
La produzione e la distribuzione continuarono ad ampliarsi.
La storia aziendale documenta inoltre la crescente presenza della pasta De Cecco sui mercati esteri.
La Seconda guerra mondiale e la distruzione dello stabilimento
La storia della De Cecco non è stata priva di momenti drammatici.
Durante la Seconda guerra mondiale, nel 1943, lo stabilimento di Fara San Martino venne distrutto.
L’anno successivo iniziò la ricostruzione guidata dalla terza generazione della famiglia De Cecco.
Questo episodio è importante perché dimostra come la storia dell’azienda sia strettamente intrecciata con quella del territorio.
La ricostruzione non significò soltanto ripristinare un’attività economica.
Significò ricostruire una parte dell’identità produttiva di Fara San Martino.
Il dopoguerra e la crescita industriale
Il secondo dopoguerra rappresentò una fase di profonda trasformazione per l’industria italiana.
L’aumento dei consumi, la modernizzazione delle infrastrutture e la crescita della grande distribuzione favorirono l’espansione dei produttori alimentari.
Anche De Cecco entrò in una fase di forte sviluppo.
La produzione aumentò.
Le tecnologie divennero sempre più sofisticate.
La distribuzione si ampliò.
La pasta De Cecco smise definitivamente di essere un prodotto legato prevalentemente all’Abruzzo e divenne un marchio nazionale e internazionale.
Il nuovo molino di Fara San Martino
Nel 1980 viene realizzato il nuovo molino a Fara San Martino.
Il dato è particolarmente significativo perché conferma la continuità della molitura nel luogo d’origine.
La storia di De Cecco non si limita quindi alla conservazione di un nome.
Il territorio continua a essere parte dell’organizzazione produttiva.
Negli anni successivi l’azienda avrebbe continuato a investire nella modernizzazione degli impianti e nell’espansione internazionale.
Fara San Martino e il pastificio De Cecco oggi
Oggi Fara San Martino ospita ancora importanti strutture produttive De Cecco.
Il sito produttivo si trova nella zona industriale del paese. Pastificio De Cecco
Questo dato rende particolarmente interessante il rapporto tra il paese storico e l’impresa.
Chi arriva a Fara San Martino può quindi trovarsi nello stesso territorio nel quale, quasi due secoli fa, Nicola Antonio De Cecco iniziò l’attività molitoria.
La dimensione degli impianti moderni è naturalmente completamente diversa da quella delle strutture ottocentesche.
Ma il filo storico rimane.
De Cecco è ancora legata a Fara San Martino?
Sì.
Il rapporto con Fara San Martino continua a essere centrale nella narrazione e nella struttura produttiva dell’azienda.
La stessa De Cecco indica Fara San Martino come luogo di nascita del proprio metodo produttivo e conserva qui il proprio molino storico.
Questo è uno degli aspetti più interessanti per chi vuole conoscere la storia del marchio.
Non siamo di fronte a un semplice nome geografico utilizzato per raccontare un’origine lontana.
Fara San Martino continua a rappresentare un luogo produttivo reale.
Il riconoscimento come Marchio Storico
Nel 2021, De Cecco è stata iscritta nel Registro dei Marchi Storici di interesse nazionale.
Il riconoscimento rientra nel sistema italiano dedicato alla tutela e valorizzazione dei marchi storici.
Si tratta di un riconoscimento particolarmente coerente con la storia dell’azienda.
La sua attività legata alla pasta risale infatti al 1886, mentre la continuità dell’attività molitoria familiare è documentata dal 1831.
De Cecco e la storia della pasta italiana
La storia di De Cecco è interessante anche perché permette di comprendere l’evoluzione generale della pasta italiana.
Nell’Ottocento la pasta secca era già un prodotto importante.
Ma la produzione era ancora fortemente legata ai metodi artigianali.
L’industrializzazione introdusse nuove macchine.
L’essiccazione artificiale ridusse la dipendenza dal clima.
Le ferrovie facilitarono la distribuzione.
Le esposizioni internazionali contribuirono alla promozione dei prodotti.
L’emigrazione italiana creò nuovi mercati.
Nel Novecento la grande distribuzione amplificò ulteriormente il fenomeno.
De Cecco attraversò tutte queste fasi.
Perché De Cecco è importante per Fara San Martino?
La risposta non riguarda soltanto il numero di confezioni vendute.
De Cecco ha contribuito a dare a Fara San Martino una riconoscibilità internazionale.
Un turista straniero può conoscere il paese attraverso la confezione di pasta prima ancora di sapere esattamente dove si trovi sulla carta geografica.
Questo è un esempio particolarmente interessante di marketing territoriale spontaneo.
Il prodotto diventa ambasciatore del territorio.
E il territorio diventa parte della storia del prodotto.
Fara San Martino: dalla Maiella alle tavole del mondo
È difficile trovare una sintesi migliore del percorso storico della De Cecco.
Da una parte c’è una piccola comunità montana dell’Abruzzo.
Dall’altra ci sono mercati internazionali.
Nel mezzo troviamo quasi due secoli di lavoro.
Il percorso può essere rappresentato idealmente così:
Maiella → sorgenti → Fiume Verde → mulino → semola → pastificio → innovazione → esportazione → marchio internazionale.
Questa sequenza spiega perché la storia De Cecco sia così profondamente legata alla geografia di Fara San Martino.
La contadina De Cecco e l’identità del marchio
Uno degli elementi più riconoscibili della comunicazione De Cecco è la figura della contadina in abito tradizionale.
Il celebre logo viene introdotto nel 1952.
La scelta non è casuale.
L’immagine richiama direttamente il mondo rurale abruzzese e collega il prodotto industriale alla tradizione agricola.
È un esempio di come la grafica possa contribuire a costruire l’identità di un marchio.
La confezione diventa così anche uno strumento per raccontare l’origine italiana e abruzzese dell’azienda.
De Cecco e la tradizione abruzzese
L’identità di De Cecco non può essere separata dalla cultura alimentare abruzzese.
La cucina regionale attribuisce un’importanza enorme alla pasta.
Maccheroni alla chitarra, sagne, pasta con legumi, ragù, sughi di carne e preparazioni semplici fanno parte della tradizione gastronomica dell’Abruzzo.
La pasta industriale De Cecco nasce in un territorio nel quale la pasta non è semplicemente un alimento.
È una componente essenziale della cucina quotidiana.
Questo contribuisce a spiegare perché la tradizione produttiva abbia trovato terreno fertile proprio in questa zona.
De Cecco Fara San Martino: una storia fatta di innovazione
Ridurre la storia di De Cecco alla sola “tradizione” sarebbe però un errore.
Uno degli aspetti più interessanti è proprio la capacità di innovare.
Nel 1889 l’azienda affrontò un problema tecnologico con una soluzione innovativa.
Nel Novecento affrontò la crescita dei mercati con nuovi stabilimenti e infrastrutture.
Negli ultimi decenni ha sviluppato sistemi produttivi e organizzativi propri di una grande azienda alimentare internazionale.
La tradizione è quindi sopravvissuta perché è stata continuamente reinterpretata.
Una storia iniziata con un mugnaio
Forse la caratteristica più affascinante della vicenda De Cecco è proprio la sua origine.
Non nasce da una grande industria.
Non nasce in una metropoli.
Non nasce in un importante centro commerciale.
Nasce dall’attività di un mugnaio a Fara San Martino.
Nel 1831 Nicola Antonio De Cecco iniziò quella continuità familiare che avrebbe portato, attraverso le generazioni, alla nascita del pastificio nel 1886 e alla successiva crescita internazionale.
Quasi due secoli dopo, il nome De Cecco è conosciuto in numerosi paesi del mondo.
È una trasformazione straordinaria.
Cosa rimane oggi della De Cecco originaria?
Naturalmente non possiamo aspettarci di trovare oggi lo stesso ambiente produttivo del XIX secolo.
La tecnologia è cambiata radicalmente.
I volumi sono completamente differenti.
La gestione industriale è moderna.
Le normative sulla sicurezza alimentare sono molto più rigorose.
I mercati sono globali.
Eppure rimangono alcuni elementi fondamentali:
Fara San Martino.
Il molino.
La lavorazione del grano.
La produzione della pasta.
Il rapporto con la Maiella.
La continuità familiare.
È questa combinazione a rendere la storia particolarmente interessante.
De Cecco e Fara San Martino: perché vale la pena conoscere questa storia
Conoscere la storia di De Cecco significa conoscere anche una parte della storia economica dell’Abruzzo.
Significa capire come un territorio montano abbia saputo utilizzare le proprie risorse.
Significa osservare come l’acqua abbia favorito la nascita di attività produttive.
Significa conoscere il ruolo dei mulini.
Significa comprendere l’importanza dell’innovazione nell’industria alimentare.
E significa soprattutto capire come un prodotto apparentemente semplice come la pasta possa racchiudere una storia economica, tecnologica e sociale estremamente complessa.
FAQ su De Cecco Fara San Martino
Dove è nata la De Cecco?
La storia della De Cecco è nata a Fara San Martino, in Abruzzo. L’attività molitoria della famiglia è documentata dal 1831, mentre il Pastificio De Cecco venne fondato da Filippo Giovanni De Cecco nel 1886.
Quando è stato fondato il Pastificio De Cecco?
Il Pastificio De Cecco è stato fondato nel 1886 da Filippo Giovanni De Cecco a Fara San Martino.
Perché si parla anche del 1831?
Il 1831 è l’anno nel quale è documentato l’inizio dell’attività molitoria di Nicola Antonio De Cecco a Fara San Martino. L’azienda considera quindi questa data come l’inizio della continuità storica familiare, mentre il 1886 identifica la nascita del pastificio.
Che cosa inventò Filippo De Cecco?
Nel 1889 Filippo Giovanni De Cecco mise a punto un sistema di essiccazione artificiale ad aria calda per la pasta. L’innovazione è ricordata anche dall’Enciclopedia Treccani.
La De Cecco produce ancora pasta a Fara San Martino?
Fara San Martino continua a ospitare importanti strutture produttive De Cecco e il molino storico dell’azienda.
Qual è il rapporto tra De Cecco e il Fiume Verde?
Il rapporto è legato soprattutto alla storia del territorio e allo sfruttamento delle risorse idriche per la molitura e le attività produttive. L’acqua del sistema delle sorgenti del Fiume Verde è inoltre entrata nella narrazione storica delle origini della produzione De Cecco.
La pasta De Cecco utilizza esclusivamente grano italiano?
Non necessariamente. L’azienda dichiara di selezionare grani duri italiani e provenienti da altre aree del mondo, valutandone le caratteristiche e combinandoli secondo il proprio processo produttivo.
De Cecco è un Marchio Storico?
Sì. Nel 2021 De Cecco è stata iscritta nel Registro dei Marchi Storici di interesse nazionale.
De Cecco Fara San Martino: una storia che continua
La storia di De Cecco a Fara San Martino è una delle più interessanti vicende dell’imprenditoria alimentare italiana.
Tutto parte da un’attività molitoria documentata nel 1831.
Cinquantacinque anni dopo, nel 1886, nasce il pastificio.
Nel 1889 arriva l’innovazione dell’essiccazione artificiale.
Poi le esposizioni internazionali, l’espansione commerciale, i nuovi stabilimenti, la ricostruzione dopo la guerra, la modernizzazione e la progressiva internazionalizzazione.
Ma il punto di partenza rimane sempre lo stesso:
Fara San Martino.
Un piccolo paese della Maiella che è riuscito a trasformare acqua, grano, competenze e imprenditorialità in una storia conosciuta ben oltre i confini dell’Abruzzo.
Ed è proprio questo il valore storico più grande della vicenda De Cecco.
Non soltanto la nascita di un marchio di pasta.
Ma la dimostrazione di come un territorio possa diventare parte integrante dell’identità di un’impresa e, allo stesso tempo, un’impresa possa contribuire a rendere quel territorio conosciuto nel mondo.
La pasta De Cecco racconta dunque una storia che comincia ai piedi della Maiella e arriva molto lontano.
Una storia di Fara San Martino, del Fiume Verde, dei mulini, della famiglia De Cecco, dell’innovazione e della pasta italiana.
Ed è proprio questo intreccio tra territorio e impresa che rende ancora oggi Fara San Martino uno dei luoghi più significativi da conoscere per chi vuole comprendere la storia della pasta italiana.
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