La pasta di Fara San Martino: storia, tradizione, pastifici e cultura della pasta in Abruzzo
Quando si parla di pasta italiana, alcuni territori sono diventati veri e propri simboli di una tradizione che va ben oltre la semplice produzione alimentare.
Uno di questi è Fara San Martino, piccolo paese della provincia di Chieti, ai piedi della Maiella, conosciuto in Italia e all’estero come uno dei luoghi più importanti della storia della pasta abruzzese.
Qui la produzione della pasta non rappresenta soltanto un’attività industriale.
È una parte dell’identità del paese.
È legata all’acqua del Fiume Verde, alle sorgenti della Maiella, agli antichi mulini, alla disponibilità di energia, alla lavorazione del grano e alla trasformazione di un’antica economia rurale in una moderna realtà produttiva.
Fara San Martino è infatti il paese in cui hanno sviluppato la propria storia aziende pastaie conosciute in tutto il mondo, tra cui De Cecco, Cocco e Delverde.
Ma come è nata questa tradizione?
Perché proprio Fara San Martino è diventata una delle capitali italiane della pasta?
Che rapporto esiste tra le sorgenti della Maiella e la produzione pastaia?
E soprattutto: cosa rende così particolare la pasta di Fara San Martino?
Per rispondere bisogna tornare indietro di diversi secoli.
Fara San Martino, la città della pasta
Fara San Martino si trova sul versante orientale della Maiella, in una posizione straordinaria dal punto di vista naturalistico.
Alle spalle del paese si aprono le celebri Gole di San Martino, mentre dalle pendici della montagna nasce il sistema idrico che alimenta il Fiume Verde.
La presenza dell’acqua è uno degli elementi fondamentali per comprendere lo sviluppo economico del paese.
Prima ancora dell’industria moderna, infatti, l’acqua rappresentava una fonte di energia e una risorsa indispensabile per numerose attività.
Mulini, lanifici e successivamente pastifici sfruttarono le caratteristiche del territorio.
Nel corso dell’Ottocento questo rapporto tra acqua, produzione e imprenditorialità contribuì alla trasformazione di Fara San Martino in uno dei centri più importanti della pasta italiana.
Il Touring Club Italiano riconosce proprio nella produzione pastaia uno degli elementi caratterizzanti del paese, tanto da presentare Fara San Martino come la “città della pasta”.
Non si tratta quindi soltanto di uno slogan turistico.
La pasta ha effettivamente modificato la storia economica e sociale della comunità.
Perché la pasta è nata proprio a Fara San Martino?
La domanda è interessante perché la produzione della pasta è diffusa in moltissime zone d’Italia.
Perché, allora, proprio Fara San Martino è riuscita a costruire una reputazione così forte?
La risposta è composta da diversi fattori.
Il primo è l’acqua.
Il secondo è la presenza storica dei mulini.
Il terzo è la disponibilità di grano proveniente dalle aree agricole dell’Abruzzo e delle regioni circostanti.
Il quarto è la presenza di competenze artigianali legate alla lavorazione dei cereali.
Il quinto è l’intraprendenza degli imprenditori locali.
Infine, un ruolo decisivo è stato svolto dall’innovazione tecnologica.
La combinazione di questi elementi ha consentito a una produzione originariamente locale di trasformarsi progressivamente in un’industria capace di raggiungere mercati nazionali e internazionali.
L’acqua del Fiume Verde e la pasta di Fara San Martino
Il legame tra Fiume Verde e pasta è probabilmente l’aspetto più caratteristico della storia produttiva di Fara San Martino.
Il fiume nasce dalle acque che riaffiorano ai piedi della Maiella dopo aver attraversato il complesso sistema di rocce calcaree della montagna.
Il territorio della Maiella presenta infatti una struttura geologica particolarmente favorevole all’infiltrazione dell’acqua.
Le precipitazioni penetrano nel sottosuolo e vengono convogliate attraverso il sistema carsico fino a riemergere in corrispondenza delle sorgenti.
L’acqua diventa così una presenza costante nel territorio.
Ma storicamente non è stata soltanto una risorsa naturale.
È stata una vera forza motrice.
Prima dell’elettrificazione e della diffusione delle moderne tecnologie industriali, poter disporre di corsi d’acqua con caratteristiche adatte all’utilizzo energetico rappresentava un vantaggio economico enorme.
A Fara San Martino questo vantaggio contribuì allo sviluppo di attività produttive che avrebbero preparato il terreno alla grande industria della pasta.
Dai mulini ai pastifici
Per capire la nascita dell’industria pastaia bisogna considerare il ruolo dei mulini.
La trasformazione del grano in farina richiedeva energia.
In passato questa energia poteva essere ottenuta sfruttando proprio la forza dell’acqua.
I mulini presenti lungo i corsi d’acqua permettevano di macinare i cereali e ottenere le farine necessarie alla produzione alimentare.
Con il passare del tempo, le competenze accumulate nella molitura e nella trasformazione dei cereali favorirono lo sviluppo di attività più specializzate.
È in questo contesto che bisogna inserire la nascita dei pastifici.
La pasta di Fara San Martino non è quindi comparsa improvvisamente.
È il risultato di una lunga evoluzione economica e tecnologica.
Dalla tradizione rurale all’industria della pasta
Per secoli l’economia di Fara San Martino fu legata alla montagna, all’agricoltura, alla pastorizia e alle attività artigianali.
La produzione alimentare faceva parte della vita quotidiana delle famiglie.
La pasta, inizialmente preparata soprattutto a livello domestico o artigianale, rappresentava una componente fondamentale dell’alimentazione.
Con il miglioramento delle tecniche produttive nacquero le condizioni per passare da una produzione limitata a una produzione organizzata.
È qui che entra in gioco l’imprenditoria locale.
Alcune famiglie seppero trasformare conoscenze tradizionali in vere imprese.
Il passaggio dall’artigianato all’industria fu graduale, ma ebbe conseguenze enormi.
Fara San Martino iniziò progressivamente a essere associata alla pasta.
La storia di De Cecco a Fara San Martino
Il nome più famoso legato alla storia pastaia di Fara San Martino è senza dubbio De Cecco.
La storia ufficiale dell’azienda fa risalire al 1831 l’inizio dell’attività di Nicola Antonio De Cecco, che a Fara San Martino lavorava come mugnaio.
Il passaggio decisivo arrivò nel 1886, quando il figlio Filippo Giovanni De Cecco fondò il pastificio.
Ma la vera innovazione arrivò pochi anni dopo.
Nel 1889 Filippo De Cecco sviluppò un sistema di essiccazione artificiale ad aria calda che consentiva di rendere la fase di essiccazione meno dipendente dalle condizioni atmosferiche.
Questa innovazione ebbe un’importanza enorme.
Tradizionalmente l’essiccazione della pasta era fortemente condizionata dal clima.
Controllare artificialmente questo processo significava poter aumentare la regolarità produttiva e affrontare una produzione industriale più ampia.
La storia di De Cecco rappresenta quindi perfettamente il passaggio dalla tradizione all’innovazione.
Una tradizione locale non venne abbandonata.
Venne invece trasformata attraverso la tecnologia.
De Cecco e l’identità di Fara San Martino
Il rapporto tra De Cecco e Fara San Martino è particolarmente significativo.
L’azienda è diventata uno dei maggiori produttori di pasta al mondo, ma mantiene nella propria storia il legame con il paese nel quale tutto ebbe origine.
Questo rapporto ha contribuito a rendere Fara San Martino riconoscibile anche al di fuori dell’Abruzzo.
Per molti consumatori italiani, infatti, il nome Fara San Martino è immediatamente associato alla pasta.
È un esempio interessante di come un prodotto possa diventare parte dell’identità geografica di un territorio.
Pastificio Cocco: la dimensione artigianale
Se De Cecco rappresenta la grande industria pastaia, il Pastificio Artigiano Cav. Giuseppe Cocco rappresenta un’altra importante componente della tradizione di Fara San Martino.
La storia di Cocco è legata a una concezione più artigianale della produzione.
L’azienda mantiene un forte riferimento alla tradizione e alla lavorazione lenta della pasta.
Il Pastificio Cocco sottolinea nella propria comunicazione il rapporto tra produzione, esperienza artigianale e territorio.
Questa dimensione è particolarmente interessante perché dimostra che la cultura pastaia di Fara San Martino non si è trasformata esclusivamente in industria.
Accanto ai grandi stabilimenti è rimasta una cultura produttiva che attribuisce grande importanza alla manualità, ai tempi di lavorazione e alla qualità del prodotto.
La pasta artigianale di Fara San Martino
La differenza tra una pasta industriale e una pasta artigianale non dovrebbe essere ridotta a una semplice contrapposizione tra “buono” e “cattivo”.
Le differenze riguardano soprattutto:
- materie prime;
- selezione dei grani;
- tecnologia produttiva;
- trafilatura;
- essiccazione;
- tempi di lavorazione;
- quantità prodotte;
- controllo dei diversi passaggi.
Nella tradizione artigianale viene spesso attribuita particolare importanza alla trafilatura al bronzo.
La superficie della pasta ottenuta attraverso questo tipo di trafila tende a risultare più ruvida e porosa.
Questa caratteristica può favorire la capacità della pasta di trattenere il condimento.
Trafilatura al bronzo: che cosa significa?
La trafila è lo strumento attraverso il quale l’impasto viene modellato per ottenere il formato desiderato.
Quando la trafila è realizzata in bronzo, la superficie della pasta tende a risultare più ruvida rispetto a quella ottenuta con trafile caratterizzate da superfici più lisce.
La ruvidità può essere particolarmente apprezzata nella preparazione di piatti con sughi e condimenti.
Non è però corretto considerare automaticamente la trafilatura al bronzo come garanzia assoluta di qualità.
La qualità complessiva dipende da molti fattori.
La scelta del grano, la composizione dell’impasto, l’essiccazione e il controllo del processo sono altrettanto importanti.
L’essiccazione: uno dei passaggi più importanti
L’essiccazione è una delle fasi fondamentali nella produzione della pasta secca.
Dopo la formatura, la pasta contiene una quantità significativa di acqua.
Questa deve essere eliminata gradualmente per ottenere un prodotto stabile e conservabile.
La velocità e la temperatura del processo possono influenzare caratteristiche importanti del prodotto finale.
Per questo la storia di Fara San Martino è particolarmente interessante.
La ricerca di metodi per controllare l’essiccazione ha rappresentato uno dei passaggi decisivi nello sviluppo dell’industria pastaia.
L’innovazione introdotta da De Cecco alla fine dell’Ottocento è un esempio storico particolarmente significativo.
Pasta di semola di grano duro
Quando si parla della tradizione italiana della pasta secca, il protagonista è generalmente il grano duro.
Dalla macinazione del grano duro si ottiene la semola, materia prima fondamentale per la pasta secca.
La semola viene impastata con acqua.
L’impasto viene successivamente lavorato e modellato.
Dopo la formatura arriva la fase di essiccazione.
Infine il prodotto viene confezionato.
Sembra un processo semplice.
In realtà ogni fase richiede un controllo preciso.
Quale grano viene utilizzato per la pasta di Fara San Martino?
Non esiste un unico “grano di Fara San Martino”.
Questo è un punto importante.
Le diverse aziende utilizzano materie prime e filiere differenti.
Alcune possono utilizzare grani italiani selezionati.
Altre possono ricorrere a miscele di grani provenienti da differenti aree geografiche.
La provenienza della materia prima deve quindi essere verificata sulla confezione e nella documentazione del singolo produttore.
Non sarebbe corretto attribuire genericamente a tutta la pasta di Fara San Martino una stessa origine del grano.
Ciò che accomuna le produzioni è soprattutto la tradizione pastaia del territorio, non necessariamente una singola filiera agricola.
Fara San Martino e la qualità dell’acqua
L’acqua rappresenta uno degli elementi più frequentemente associati alla pasta di Fara San Martino.
Il motivo è comprensibile.
Le sorgenti del Fiume Verde hanno avuto storicamente un ruolo enorme nello sviluppo economico del paese.
Tuttavia è importante evitare una semplificazione.
La qualità della pasta non dipende esclusivamente dall’acqua.
Una pasta eccellente richiede un equilibrio tra:
semola + acqua + impasto + formatura + essiccazione + conservazione.
L’acqua è certamente una componente importante, ma il risultato finale dipende dall’intero processo produttivo.
L’acqua della Maiella e il sistema carsico
La Maiella è uno dei grandi serbatoi idrici naturali dell’Appennino centrale.
La sua struttura calcarea permette all’acqua di penetrare nel sottosuolo e circolare attraverso fratture, cavità e sistemi carsici.
Le sorgenti rappresentano il punto in cui queste acque tornano in superficie.
Nel territorio di Fara San Martino questo fenomeno è particolarmente evidente.
Il Fiume Verde è quindi parte di un sistema naturale molto più ampio.
La storia della pasta locale può essere letta anche come la storia dell’utilizzo umano di questo grande patrimonio idrico.
Delverde e la tradizione pastaia di Fara San Martino
Un altro nome importante è Delverde.
L’azienda è storicamente associata a Fara San Martino e ha contribuito alla notorietà del paese come centro di produzione pastaia.
La presenza di più aziende di grandi dimensioni nello stesso territorio è uno degli elementi che rendono Fara San Martino particolarmente interessante.
Non si tratta infatti di un singolo pastificio che casualmente ha raggiunto il successo.
Si è sviluppato un vero e proprio sistema produttivo legato alla pasta.
Fara San Martino come distretto della pasta
Il concetto di distretto è importante.
Quando diverse imprese operano nello stesso territorio e condividono, direttamente o indirettamente, competenze, infrastrutture, manodopera e tradizioni produttive, può svilupparsi un sistema economico specializzato.
Nel caso di Fara San Martino, la pasta è diventata una delle principali espressioni di questo sistema.
Nel paese convivono infatti:
- grandi aziende;
- realtà artigianali;
- competenze tecniche;
- tradizioni familiari;
- lavoratori specializzati;
- cultura gastronomica;
- identità territoriale.
La pasta non è quindi soltanto un prodotto.
È diventata paesaggio economico e culturale.
La pasta e l’economia di Fara San Martino
La crescita dell’industria pastaia ha avuto conseguenze profonde sulla comunità.
Ha creato posti di lavoro.
Ha favorito investimenti.
Ha collegato il paese a mercati molto più ampi.
Ha contribuito alla modernizzazione delle infrastrutture.
E ha permesso a un piccolo centro montano di costruire una presenza economica internazionale.
Questo aspetto è particolarmente interessante perché dimostra come l’industria alimentare possa rappresentare una risorsa fondamentale anche in territori lontani dai grandi centri urbani.
Da pastori a pastai
La storia economica di Fara San Martino può essere sintetizzata con un’espressione molto efficace:
da pastori a pastai.
Per secoli la montagna ha rappresentato una risorsa per l’allevamento e la pastorizia.
Le greggi utilizzavano i pascoli della Maiella e delle aree circostanti.
La lana alimentava inoltre attività artigianali e manifatturiere.
Con l’evoluzione economica del territorio, le attività produttive cambiarono.
La lavorazione della lana perse progressivamente centralità.
La pasta diventò invece una delle principali attività industriali.
Non fu una rottura improvvisa.
Fu una trasformazione progressiva della capacità produttiva della comunità.
Prima della pasta c’erano i lanifici
Questo aspetto è spesso poco conosciuto.
Fara San Martino non è diventata improvvisamente una città della pasta.
Prima della grande industria alimentare esistevano attività legate alla lavorazione della lana.
Il Fiume Verde forniva l’energia necessaria a diverse lavorazioni.
Cardatura, tintura e altre operazioni richiedevano acqua ed energia.
Questo significa che l’infrastruttura produttiva del paese era già predisposta allo sviluppo di nuove attività.
La pasta si inserì quindi in un’economia che aveva già imparato a sfruttare l’acqua come risorsa industriale.
La pasta come identità culturale
Oggi la pasta è talmente associata a Fara San Martino che è difficile separare le due identità.
Entrando nel paese si incontrano riferimenti ai pastifici.
Nei ristoranti la pasta occupa naturalmente un ruolo centrale.
Nei negozi è possibile trovare numerosi formati e produzioni.
Il nome del paese compare sulle confezioni vendute in Italia e all’estero.
La pasta è diventata quindi una forma di branding territoriale molto potente.
In pratica, il prodotto porta il nome del luogo nel mondo.
E contemporaneamente il luogo beneficia della notorietà del prodotto.
Quali formati di pasta sono legati alla tradizione abruzzese?
La cultura pastaia abruzzese è molto ricca.
Tra i formati più rappresentativi troviamo:
- spaghetti;
- chitarra;
- linguine;
- maccheroni alla chitarra;
- fusilli;
- penne;
- rigatoni;
- mezze maniche;
- ziti;
- sagne;
- pasta corta in numerose varianti.
Alcuni sono diventati prodotti industriali diffusi in tutto il mondo.
Altri conservano una forte connotazione regionale.
Particolarmente importante è la chitarra, uno dei simboli della cucina abruzzese.
La pasta alla chitarra
La pasta alla chitarra è uno dei formati più rappresentativi della tradizione abruzzese.
Il nome deriva dallo strumento utilizzato per tagliare la sfoglia.
La “chitarra” tradizionale è composta da fili metallici paralleli tesi su un telaio.
La sfoglia viene appoggiata sui fili e premuta con il mattarello.
Il risultato è una pasta dalla caratteristica sezione quadrata.
La superficie e la struttura della pasta la rendono particolarmente adatta a condimenti importanti.
In Abruzzo viene tradizionalmente accompagnata da sughi di carne, ragù e altri condimenti della cucina regionale.
La pasta nella cucina di Fara San Martino
La pasta di Fara non può essere separata dalla cucina abruzzese.
La tradizione gastronomica della regione è fortemente basata sui primi piatti.
La pasta viene accompagnata da:
- ragù di carne;
- sughi di pomodoro;
- legumi;
- verdure;
- formaggi;
- peperoncino;
- carni ovine;
- carni suine;
- condimenti a base di olio extravergine.
La semplicità degli ingredienti è uno degli elementi caratteristici della cucina dell’entroterra.
L’obiettivo non è utilizzare decine di ingredienti.
È ottenere il massimo da pochi prodotti.
Pasta e cucina contadina
La pasta rappresentava una fonte importante di energia per le popolazioni rurali.
Semola e farina potevano essere conservate a lungo.
Questo rendeva i prodotti cerealicoli fondamentali nell’alimentazione delle famiglie.
La cucina contadina sviluppò quindi ricette semplici ma nutrienti.
Legumi e pasta potevano essere combinati.
Le verdure dell’orto venivano utilizzate nei condimenti.
Le carni erano riservate più frequentemente alle occasioni particolari.
Questa cultura alimentare è ancora leggibile nella cucina tradizionale abruzzese.
Come riconoscere una buona pasta secca
Quando si acquista pasta, non basta guardare il nome del produttore.
È utile osservare alcune caratteristiche.
Ingredienti
Per la pasta secca tradizionale italiana gli ingredienti principali sono generalmente semola di grano duro e acqua.
Aspetto
Una buona pasta può presentare un colore giallo paglierino naturale.
Superficie
Una superficie leggermente ruvida può essere indicativa di una particolare lavorazione e può aiutare a trattenere il condimento.
Cottura
Una pasta di qualità dovrebbe mantenere una buona struttura durante la cottura.
Tenuta
La capacità di rimanere consistente senza sfaldarsi è una delle caratteristiche più apprezzate.
Informazioni in etichetta
L’etichetta permette di verificare ingredienti, valori nutrizionali, produttore e informazioni sulla provenienza secondo quanto previsto dalla normativa.
Pasta di Fara San Martino: industriale o artigianale?
Non esiste una risposta unica.
Entrambe le categorie fanno parte della storia del territorio.
La grande industria ha consentito alla pasta di Fara San Martino di raggiungere milioni di consumatori.
L’artigianato ha invece mantenuto tecniche e filosofie produttive maggiormente legate alla tradizione.
Sono due facce della stessa storia.
Anzi, è proprio la loro coesistenza a rendere interessante il panorama pastaio locale.
Perché la pasta di Fara San Martino è conosciuta nel mondo?
La notorietà internazionale deriva soprattutto dalla capacità dei grandi pastifici locali di esportare.
Il nome di Fara San Martino è stato così associato a prodotti presenti nei mercati internazionali.
Ma dietro questo successo esiste una storia iniziata molto prima della globalizzazione.
La reputazione è stata costruita attraverso:
- continuità produttiva;
- innovazione;
- investimenti;
- qualità;
- capacità imprenditoriale;
- comunicazione;
- legame con il territorio.
Il risultato è che un piccolo paese abruzzese è diventato riconoscibile nel mondo attraverso un prodotto quotidiano.
Il rapporto tra pasta e Maiella
La Maiella non è soltanto lo sfondo geografico della produzione pastaia.
È parte integrante della sua storia.
La montagna fornisce l’acqua.
Le vallate hanno favorito gli insediamenti.
I corsi d’acqua hanno alimentato le attività produttive.
Le comunità montane hanno sviluppato competenze e tradizioni.
Il paese si è sviluppato ai piedi del massiccio.
La pasta rappresenta quindi una delle tante forme attraverso cui l’uomo ha interagito con la Maiella.
Pasta e territorio: un esempio di identità abruzzese
Il caso di Fara San Martino è interessante anche dal punto di vista del turismo gastronomico.
Oggi molte persone non cercano soltanto un prodotto.
Vogliono conoscere la sua storia.
Vogliono sapere dove viene prodotto.
Vogliono visitare i luoghi legati alla sua origine.
Vogliono conoscere le persone e le aziende che lo realizzano.
In questo senso Fara San Martino possiede un patrimonio straordinario.
È possibile collegare:
pasta + acqua + Maiella + storia + gastronomia + industria.
Questa combinazione crea un’esperienza territoriale molto più ricca rispetto alla semplice visita a un negozio.
Visitare Fara San Martino per conoscere la storia della pasta
Chi arriva a Fara San Martino per la prima volta dovrebbe cercare di dedicare almeno una parte della giornata alla conoscenza della sua storia produttiva.
Le Gole e la montagna sono naturalmente spettacolari.
Ma anche il paese racconta molto.
Camminando per le vie del centro è possibile comprendere la trasformazione di una comunità che per secoli ha vissuto delle risorse della montagna e dell’acqua.
La visita può essere completata osservando il rapporto tra il centro abitato, il Fiume Verde e gli stabilimenti produttivi.
In questo modo la pasta smette di essere semplicemente un alimento confezionato.
Diventa una storia territoriale.
La pasta di Fara San Martino oggi
Oggi Fara San Martino continua a essere associata alla produzione di pasta.
Le aziende del territorio operano in un mercato profondamente diverso da quello dell’Ottocento.
La concorrenza è globale.
I consumatori sono più attenti.
Le filiere sono più complesse.
La sostenibilità è diventata un tema importante.
La ricerca tecnologica è avanzata enormemente.
Eppure il principio fondamentale rimane lo stesso:
trasformare semola e acqua in un alimento capace di conservarsi, cuocere bene e rappresentare una parte della cultura italiana.
La vera forza della tradizione di Fara San Martino sta probabilmente nella capacità di combinare memoria e innovazione.
Fara San Martino e il futuro della pasta
La sfida per il futuro sarà mantenere il legame con la tradizione senza rinunciare all’innovazione.
Le aziende devono confrontarsi con temi come:
- sostenibilità ambientale;
- consumo energetico;
- gestione delle risorse idriche;
- tracciabilità;
- qualità delle materie prime;
- innovazione degli impianti;
- riduzione degli sprechi;
- nuove esigenze dei consumatori.
Per un territorio come Fara San Martino questo significa proteggere contemporaneamente due patrimoni.
Da una parte c’è la cultura della pasta.
Dall’altra c’è la natura della Maiella.
Sono due elementi profondamente collegati.
Dove comprare la pasta di Fara San Martino
Per chi visita il paese, acquistare pasta locale è uno dei modi più semplici per portare a casa un pezzo della sua storia.
È possibile trovare prodotti dei principali marchi legati al territorio presso punti vendita, supermercati e negozi specializzati.
Per le realtà artigianali è invece consigliabile verificare direttamente le modalità di vendita e gli eventuali punti vendita aziendali.
Tra i nomi maggiormente associati alla tradizione pastaia di Fara San Martino troviamo:
De Cecco
Pastificio Cocco
Delverde
A questi si aggiungono altre realtà storiche e produttive che hanno contribuito alla cultura della pasta locale.
Una curiosità: perché Fara San Martino è un caso così particolare?
La cosa più sorprendente è forse la dimensione del paese.
Fara San Martino non è una grande città.
È un piccolo centro ai piedi della Maiella.
Eppure il suo nome è conosciuto in tutto il mondo grazie alla pasta.
Questo significa che l’identità economica di un territorio non dipende necessariamente dalle sue dimensioni.
Una comunità relativamente piccola può diventare un punto di riferimento internazionale quando possiede:
risorse naturali + competenze + tradizione + imprenditorialità + innovazione.
Fara San Martino ne è un esempio straordinario.
La pasta di Fara San Martino non è soltanto pasta
Alla fine, forse, è proprio questo il punto.
Quando acquistiamo una confezione di pasta prodotta a Fara San Martino vediamo un alimento.
Ma dietro quella confezione esiste una storia molto più lunga.
C’è la Maiella.
Ci sono le sorgenti.
C’è il Fiume Verde.
Ci sono i vecchi mulini.
Ci sono i lanifici.
Ci sono i pastori.
Ci sono i mugnai.
Ci sono le famiglie che hanno trasformato piccoli laboratori in imprese.
C’è l’innovazione di fine Ottocento.
Ci sono generazioni di lavoratori.
Ci sono grandi marchi conosciuti in tutto il mondo.
Ci sono ancora oggi aziende artigianali.
E c’è una comunità che ha trasformato la pasta in una parte fondamentale della propria identità.
Fara San Martino, la capitale abruzzese della pasta
Fara San Martino merita quindi di essere considerata molto più di un semplice luogo in cui vengono prodotti alcuni dei più famosi marchi di pasta italiana.
È un territorio nel quale natura, acqua, storia, industria e gastronomia si incontrano.
La sua posizione ai piedi della Maiella ha favorito la disponibilità di acqua.
L’acqua ha alimentato il Fiume Verde.
Il fiume ha favorito mulini e attività produttive.
Le competenze nella lavorazione dei cereali hanno contribuito alla nascita dei pastifici.
L’innovazione ha trasformato la produzione artigianale in industria.
Le imprese hanno portato il nome di Fara San Martino nel mondo.
E la pasta, a sua volta, è diventata uno dei simboli più riconoscibili del paese.
Per questo visitare Fara San Martino significa anche conoscere una delle storie più interessanti dell’industria alimentare italiana.
Una storia nata in un piccolo borgo della Maiella e arrivata sulle tavole di tutto il mondo.
La pasta di Fara San Martino è, prima di tutto, una storia di territorio.
Una storia fatta di acqua e grano, di montagne e lavoro, di tradizione e innovazione.
Ed è proprio questo legame tra prodotto e territorio che rende ancora oggi Fara San Martino uno dei luoghi più interessanti d’Abruzzo per chi vuole scoprire la cultura della pasta italiana.